| |
riflettendo tra NYC contro MFA mentre imballiamo gli archivi per spedire all'estero |
poҡ 1256 |
|
10/12/25 : Oracolo caro: quello sarà il mio nuovo saluto palindromico, che si abbina al mio nuovo palindromo nome: «otʈo AniminA», la traduzione italiana del mio precedente pseudonimo: «in8 iD», che si abbina bene con calamari (come salsa marinara), no? Un'anima per ogni braccio, o cervello, dato che i cefalopodi possiedono 8 mini-cervelli decentralizzati (1 per ogni braccio) + 1 CPU centrale, che suppongo si potrebbe definire «io», oʈto AniminA, a.k.alias in8 iD. «Ai lati d'Italia» è anche un palindromo, così come: «otto, l'ateo poeta, lottò» forza б б б б б б б б !!!!!!!! La prossima domanda (oltre imparare a scrivere al contrario) è come scrivere in italianX senza genere, in modo che l mi• pronom• preferit• sia «eủ·» invece di «io» ... eủ· ha dell• ide•, ma dovrà aspettare di imparare l'italian• meglio prima di 5criverl• in italian• (utilizzando quest• caratter• codiceX). Sono tornato a NYC, ma continuo a 5¢rivere in italiano, per prepararsi per mia rinuncia (sia aƯa lingua che la ᾥƭщΐὼΊ, di cui 5ηῨҫò ΐ ởҭῠX pҫ ώӛaӃ ҭ ҟⲎӃ 5ởpҫḽ ҭ FBὖ o CὖA). Lo sto duolingendo quotidiano ormai da esattamente ⁄ di un anno (meno ⁄ giornata), da quando abbiamo iniziato in Laos, quando ci siamo impegnati a rinunciare a meri cane inglese. Per rinfrescarmi e ricablare il mio cervello. In preparazione al trasloco il mese prossimo, la prima cosa da fare è sbarazzarci di tutte le nostre librerie, dato che la casa in cui ci trasferiremo ha delle ottime mensole a muro già installate. Ma prima dobbiamo imballare i libri, ma non possiamo chiudere le scatole perché non ci è consentito imballare la merce da soli (normativa doganale). Tra il professoressa J e Cal A. Mari, abbiamo un saccone di libri! Proprio come quando siamo arrivati, stiamo tenendo queste scatole nella vasca da bagno e nel bagno extra (ovvero, la «powder-your-nose-room» o stanza «get high off the supply»). Ma voglio lasciare almeno una manciata di copia di ogni libro di calamari per chi si deciderà all'ultimo minuto per i saldi di «get the hell out of DOGE» (indizio hintizio)(fino ad esaurimento scorte, alcuni dei libri mostrati di seguito sono già terminati), su uno o due degli scaffali più belli (di vero legno, non dell'IKEA) che abbiamo deciso di conservare.
Includendo le scatole a lati, questa è la quantità totale di calamari che ho in la casa al momento. Confronta questo con la quantità che avevamo quando ci siamo trasferiti qui 2 o 3 anni fa (grazie al stampa su richiesta, PODosso ristampare piccole quantità):
Il libro che sto leggendo ora è MFA vs NYC. Ho ignorato tutte le polemiche iper quando il libro è uscito 10+ anni fa, ma l'ho trovato in una book box gratuiti e ho pensato di dargli un'occhiata ora che l'entusiasmo iniziale si è placato. Quando la gente mi chiedeva la mia opinione, rispondo sempre: nessuna delle due. Essere un artista outsider, DiY punk, trovate la vostra strada, lontano da queste pretenziose città universitarie e da caro NYC (curioso come «caro» e «costoso» abbiano lo stesso significato in italiano), se volete scrivere il grande romanzo ¿merikano, vai via dall'¿merika! Quando ero studente universitario, mi interessavano l'arte e la scrittura, ma ho sempre pensato che l'arte non sia qualcosa che si possa insegnare, si può insegnare solo «craft», la tecnica. E i programmi MFA sono $chemi piramidali, sfornando zombi senza cervello senza cosa da scrivere, se non della scrittura stessa, per placare il tuo insegnante, inevitabilmente, vendere l'anima per ripagare i prestiti studenteschi. Mattatoi. Non ho mai seguito un vero e proprio corso di inglese, dato che ho frequentato 3 diverse scuole superiori in 4 anni, con programmi di studio differenti, quindi sono riuscito a evitare di imparare la grammatica o roba del genere, sfuggito tra le maglie della rete. E in Messico non ho mai seguito un corso di spagnolo. Ho imparato sia lo spagnolo che l'inglese sul le strade, ripetendo semplicemente, come un pappagallo. E leggere libri. In realtà, da adolescente la mia passione principale era la musica, ma anche non ho mai frequentato corsi di musica né imparato a leggere la musica, a parte di un ensemble di gamelan indonesiano all'UCSC (senza spartiti, si limitava a imitare). Non volevo rovinare il mistero, analizzando eccessivamente le ragioni analitiche per cui certe combinazioni sonore mi faceva venire la pelle d'oca. Quando è arrivato il momento di laurearmi, ho conseguito la laurea in matematica computazionale perché in qualche modo ero riuscito ad accumulare crediti sufficienti ... non era miei piani pre-pianificati, è semplicemente successo in quel modo. Ma la matematica è un linguaggio piuttosto inutile a meno che non la si applichi a qualcosa. Come DFW (che ha un saggio postumo in il libro), ho conseguito un master all'U di A ... ma il mio master era in fisica (con un minore in filosofia). Anche allora, passavo più tempo aggrappandosi al fianco di una scogliera che in aula, il che forse spiega perché ho ottenuto solo un master (dato che non esistono veri e propri corsi di master in fisica, significa semplicemente che ero iscritto a un dottorato e ho fallito). Ho scelto sia Santa Cruz che Tucson per la loro posizione geografica (per le attività extrascolastiche e bellezza naturale), non perché hanno dei buoni programmi di studio. Chi diavolo vuole vivere in Iowa o Irvine? Per scrivere servire esperienza. Non importa se tecnicamente sei un bravo scrittore, hai bisogno di qualcosa di cui scrivere. Non c'è niente di peggio di uno scrittore che scrive delle sue preziose ore trascorse nei bar o nelle caffetterie mentre si trovavano a qualche prestigiosa università di arti liberali. Vai a rapinare una banca, attraversa il paese a piedi nudi, pascolare le capre, imbarcarsi clandestinamente su un piroscafo diretto all'estero, inventa la tua lingua, esci dalla tua zona di comfort. Tira fuori la testa dal buco del culo dell'¿merika. Non ci siamo trasferiti a New York 25 anni fa per diventaremi un scrittore, solo cambiando ritmo di vita, qualcosa di diverso rispetto alla costa occidentale (e J aveva ottenuto un incarico di ricerca post-dottorato alla NYU), e beh, non hai bisogno di un'auto a NYC. E NYC è un buon posto per darsi da fare e guadagnare, abbiamo saldato tutti i nostri debiti con le carte di credito e i prestiti studenteschi in un anno o due. lavoravo nel settore tecnologico, architettura dell'informazione, ma nel tempo libero ho fondato archivi Calamari, come una sorta di antidoto ai lavori nell'industria musicale che prosciugano l'anima. Non nego che NYC sia un buon posto per gli scrittori o per iniziare una casa editrice, è il luogo più lontano dall'¿merika che si possa trovare senza lasciare gli stavi ununiti. Ma non ho mai beneficiato dei vantaggi di New York di cui si parla nel libro, nessuno dei grandi editori o agenti di 6↔ ave mi ha aiutato (e non abbiamo mai vissuto a questa famigerata cabala segreta di Brooklyn, a parte un breve periodo a DUMBO), ma suppongo di aver contatti letterari che forse non avrei potuto stringere in qualunque altro cesso americano, ma sono persone al fuori delle circle jerk interne del settore editoriale. Ci sono molti motivi per viveri a New York, ma nessuno sono letteraria, a meno che non ci si riferisca all'esperienza che la città offre. Ma c'è un prezzo da pagare, letteralmente. Altrimenti si vive come un topo. Che, forse, è una storia che vale la pena raccontare ... se non fosse già stata raccontata 8 milioni di volte.
|
||
| # 1255 <(attuale)> 1257 > la fiⳤe contiⳤua, all'incrocio col diavolo, piaⳤ piaⳤo | ||
[ (§)om.posted 2025 oʈto Animin¿ | Ƈalѳari arɔῐve ] |
||