la fiⳤe contiⳤua, all'incrocio col diavolo, piaⳤ piaⳤo

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13/12/25 : oracolo caro: ancora un mese negli stavi ununiti, l'ultimo saluto, tanto vale goderci tutto ciò che NYC ha da offrire (soprattutto sushi e cibo non italiano), no? Ieri sera siamo andato a incontrare E, D e C al Pangea nell'East Village per vedere Carol Lipnik (accompagnata al pianoforte da Gordon Beeferman), un locale carino, in stile cabaret, dove si può mangiare (purtroppo cibo italiano pseudo americanizzato) mentre si assiste allo spettacolo, un'atmosfera intima, come dovrebbe essere la musica dal vivo, no?

Oggi ci siamo liberati di un sacco di mobili in vista del trasloco: 6 o 8 grandi librerie, una cassettiera, un armadio, una grande scaffalatura a cubi dell'IKEA, ecc. Che sollievo! J ha una collega che abita un piano sopra di noi e che vive praticamente senza mobili, a parte un materasso, una scrivania, un giradischi e una poltrona massaggiante, quindi le abbiamo dato tutto e non abbiamo dovuto fare altro che caricare i mobili nell'ascensore e portarli al piano di sopra.

14/12 : Ci rimane esattamente un mese a NYC. Per quanto riguarda la neve, gli ultimi anni a NYC sono stati deludenti, ma stamattina ne sono caduti alcuni centimetri.

15/12: Ieri sera ero a un laboratorio di scrittura e mi è stato chiesto di presentare uno dei miei racconti davanti alla classe. Ma prima dovevo stamparlo. Il problema è che non sapevo nemmeno quale avessi finito. Stavo cercando qualcosa sul mio computer, ma era tutto impazzito, niente funzionava come al solito, la struttura delle cartelle era completamente diversa e non riuscivo a connettermi alla stampante: un vero incubo tecnologico, una specie di sistema operativo con un'interfaccia traballante, tipo azteca o inca. Ho riavviato il computer, ma poi l'aspetto fisico del portatile si era completamente trasformato, difficile persino da descrivere: c'erano tutte queste alette e tasche di pelle che si ripiegavano l'una sull'altra, non c'era nemmeno uno schermo, almeno non uno digitale. Non potevo credere che l'aspetto fisico del mio computer potesse cambiare in quel modo e cercavo di mostrarlo agli altri, ma loro non ci davano peso, si chiedevano solo perché non riuscissi a stampare un racconto per il workshop.

In realtà, mi sono svegliato con la notizia che Rob Reiner e sua moglie erano stati trovati morti e all'inizio ho pensato che fosse un'altra storia alla Gene Hackman, o un doppio suicidio, ma a quanto pare sono stati assassinati. Tanti omicidi, a Bondi Beach, i due alla Brown (e J mi dice che la Columbia è ora in stato di confinamento per paura di emulazioni). E una stretta collega di J alla Columbia è stata anch'essa assassinata (dal marito) poche settimane fa. La ​​cosa strana è che la settimana scorsa, in aereo, ho appena visto Spinal Tap ⳤ: The End Continues e stavo pensando a Reiner, lui sembrava in ottima forma, in perfetta salute. Che shock. A questo punto sento di dover semplicemente sopravvivere a quest'ultimo mese a NYC; l'¿merika è un posto davvero violento.

Altri film che abbiamo visto (o rivisto) questa settimana:

× Maps to the Stars (di Cronenberg)

× Frankenstein (di Guillermo del Toro)

× The Beast in Me serie

× Almost Famous (eversione estesa)—abbiamo visto questa tantissime volte, ma mai nella versione estesa ... interessante per i veri appassionati, ma c'era un buon motivo se il 99% delle scene aggiuntive sono state tagliate.

× Lost in Translation—per forse la 10° volta

× One Flew Over the Cuckoo's Nest (sul aereo)—per forse la 5° volta, uno dei migliori film mai realizzati

× Butch Cassidy and the Sundance Kid (sul aereo)

× The Low Down serie—come se Reservation Dogs incontrasse Il grande Lebowski, Harjo rende l'Oklahoma come un posto fico

× Train Dreams—sulla decadenza dell'Occidente

Ho iniziato a scrivere in italiano, prima qualche pagina del nuovo libro (che «comincia con cucchiaio»), ma penso che forse sto «saltando la pistola», che non sono ancora pronto a ricominciare da zero. Poi ho pensato che tradurre The Becoming (a proposito di Train Dreams, ha un'atmosfera simile, con i temi del destino manifesto) potrebbe essere un buon esercizio, forse non tanto una traduzione quanto una riscrittura, soprattutto perché è un'opera molto sperimentale e in parte scritta in Chinook Jargon, una ibrida lingua inventata che non è traducibile. Lo sto elaborando con l'intelligenza artificiale e poi lo sto rielaborando e arricchendo, cercando di scrivere in un italiano grammaticalmente corretto e di essere più diretto riguardo al vero significato del testo, invece di concentrarmi solo sulla lingua in sé. Il titolo al momento è: Dal vento reinventarsi per rinascere.

È un'esperienza strana, scrivere in italiano, cercando di immaginare cosa ne penserebbero gli italiani. Di solito, quando parlo, gli italiani si contraggono e rabbrividiscono come se fosse doloroso per loro vedermi massacrare la lingua. E continuo a tradurre mentalmente e a usare l'intelligenza artificiale per controllare come suona in inglese, proprio come sto facendo ora. Non sono ancora al punto di poter pensare in italiano. Ma, in ogni caso, è un esercizio divertente, un modo per liberarmi della lingua inglese, che sempre più spesso non faccio altro che cercare di storpiare. Cosa significa questo? Il mio rapporto con l'inglese è comunque complicato, perché è la lingua che devo ancora usare quotidianamente e la lingua che condivido con J, che ora chiamo Prisca in questi nuovi scritti, quindi forse la chiamerò Prisca anche qui. La cosa curiosa è che ho scoperto che la santa patrona Prisca è sepolta in una chiesa sull'Aventino (non lontano dalla FAO, dove Prisca lavorava l'ultima volta che abbiamo vissuto a Roma). Ed è anche la collina preferita di Remo (mentre Romolo viveva sul Palatino), e sto pensando che il nome d'autore per questo libro sarà Zio Remo o REM o qualcosa del genere.

16/12: Finalmente abbiamo ottenuto l'autorizzazione per trasferire le nostre cose, esenti da dazi doganali! Non è stato un processo semplice, non si trattava solo del permesso di soggiorno: abbiamo dovuto richiedere la residenza presso le autorità locali di Bologna, il che è stato un vero incubo, soprattutto per capire come diavolo firmare digitalmente il documento in formato CAdES (.p7m).

Tutta questa storia con Rob Reiner e la violenza armata mi ha turbato, mi rende difficile godermi quest'ultimo mese a New York. Siamo così ansiosi ed emozionati all'idea di trasferirci in Italia. Non sento alcun legame all'¿merika, non ho mai. Questo è inevitabilmente l'argomento di qualsiasi libro che scriverò, ed è logico che non possa essere scritto in inglese.

Sto leggendo The Devil to Pay in the Backlands, in inglese. È la versione che ho stampato io stesso, dopo anni e anni di attesa per trovare una copia usata a un prezzo accessibile, finché non mi sono reso conto che il copyright era scaduto. Credo però che sia in preparazione una nuova edizione in inglese, quindi se siete curiosi di leggerlo, acquistalo ora perché potrei rimuoverlo presto.

È un libro pazzesco, uno di quei libri che sembrano trascendere l'intervento umano, in cui non si riesce a immaginare Joao Guimaraes Rosa seduto davanti a una macchina da scrivere, ma piuttosto che il patto che Rosa ha stretto con il diavolo all'incrocio delle strade prevedesse che fosse il diavolo stesso a scrivere il libro. È strano leggerlo in inglese, però; da tutto ciò che ho letto, il libro parla della lingua stessa più di cosa si tratta, della trama, su qualsiasi storia, un po' come Finnegans Wake. Una cosa che nessuna traduzione può cogliere appieno. L'unico modo per leggerlo correttamente è leggerlo in portoghese.

Che la fiⳤe contiⳤua! ...

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