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chi ave avi, ha e è le chiave: si manifesta in una manifestazione, gadzooX! |
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18/12/25 | NYC: quando mi scrive in prosa prosaica ove a me «calici» è strato duro superfici senza nessun parole italiane conosciute anche frammenti e singole parole? o, visto che gli italiani amano gallerie (non di arte, sotterraneo) e non si incontrano a metà strada, sotto terra? uttavia i poeti ermetici forse non accordando ma testicoli! o ovaie chi ave avi, ha e è le chiave Quanto sopra è stato ispirato dalla lettura di The FSG Book of 20th Century Italian Poetry, sia in italiano che in inglese. Mi sono ritrovato a consultare la versione inglese sempre meno, per non rimanere deluso, demistificato. Contava meno il significato, quanto piuttosto il suono. Il libro segue un ordine cronologico, iniziando un po' dopo l'unificazione dell'Italia.
Chiunque mi conosce sa che non me importa (o so) un culo di topo della poesia. Divento dislessico quando vedo le interruzioni di riga. Passa attraverso un orecchio ed esce dall'altro, ed è peggiore quando un culo di qualcuno si cerca di spiegarlo. Non aiuta che sono sordo da un orecchiῶ, forse il suono rimane bloccato lì dentro, non digerito. Ma anche quando riuscivo ad ascoltare in stereo, mi interessava di più la musica che il testo. Ma forse è perché anche non da un culo di topo dell'inglese ... ma la musica suona meglio in inglese, no? Non è la stessa cosa nelle lingue romanze, almeno per quanto riguarda il rock. Prima del «Manifesto del Futurismo» (1909) gli italiani erano contemplatori del proprio ombelico, fossilizzati nel passato, «passatismo» come i futuristi etichettarono tutto ciò che li precedette. Forse un'analogia appropriata (dopotutto, ho una formazione in fisica, non in letteratura) è la transizione dalla fisica classica a quella quantistica, che è avvenuta nello stesso periodo, forse cambiarsi idee, contaminarsi a vicenda. Anche se vale la pena fare luce sul crepuscolarismo, Se non altro, si può osservare la macabra spirale di morte delle falene che si gettano nelle fiamma. Filippo Tommaso Marinetti e Gabriele d'Annunzio sono poeti complessi, entrambi inizialmente di orientamento di sinistra, ma in seguito hanno bevuto la kool-aid ... oppure hanno contribuito a creare la ricetta? Forse devo 5ηῨҫe ҭ ӏῸe ởⲎ ΐ ởҭcⲕ, per non essere scoperto? D'altronde, i ӈsᾥⲤ amano Marinetti e d'Annunzio. Nel caso di D'Annunzio potrebbe essere stato involontario, non premeditato, ma con Marinetti fu una scelta calcolata ⳾ dubito che avesse una pistola puntata alla tempia quando fu coautore del Ήnifesto fἯᾥῄ (1919). E cosa c'era nell'acqua del rubinetto che ha causato tutto questo? Forse l'inizio di questa poesia («Nella Nebbia», 1900) di Giovanni Pascoli coglie lo stato della poesia prima di questa svolta fascista:
È interessante notare quanto la peste si avvicina ai péste (che si traduce con «passi»), immagino sia stato intenzionale? Sembra che si possa riassumere gran parte della poesia di Pascoli come il desiderio struggente di qualcosa che non si potrà mai avere. Ci sono espressioni che usa che non si possono tradurre in inglese, come:
Il successivo nell'antologia è stato Salvatore Di Giacomo, che usa piacevoli giochi di parole e figure retoriche, come unire cielo e uccelli in «auciello» e scrivere in modo errato «songo io». E poi, prima che bevesse il Kool-Aid, Annunzio ha scritto questo (da «La pioggia nel pinetto», 1900):
Ho già fatto notare che l'italiano ha non uno, ma due verbi per rimanere in silenzio (tacere e zittire), mentre l'inglese non ne ha nessuno: in inglese «silenzio» può essere solo un aggettivo o un sostantivo. Quindi, già dalla prima parola, la traduzione inglese risulta errata. E sembra che l'intelligenza artificiale traduca sempre «to hear» con «sentire», ma i poeti sembrano usare «udire» ... forse perché «tu odi» (udire) suono uguale a «tu odi» (nel senso di odiare)? In generale ho notato che le traduzioni in inglese sono sempre molto più lunghe rispetto al testo originale in italiano. Ecco un bel brano di Trillussa:
E questo brano di Giacomo Balla riassume tutto, non c'è bisogno di aggiungere altro:
Sono arrivato fino al Filippo Tommaso Marinetti nella lettura del libro, ma posso scrivere un altro posto intero solo a riguardo il «Manifesto del Futurismo» ... quello è stato il punto cupo di svolta, che ha precipitato l'Italia in Ventennio di oscurità inquietante. Mentre scrivo queste righe, sto anche WhatsAppando con persone a Bologna per attivare l'elettricità e la connessione internet, quindi sto imparando sia la poesia che il linguaggio burocratico al stesso tempo. E ho ottenuto un numero di telefono composto solo da cifre dispari alternate, che termina con 911: che ganzo, eh? 20/12 : Oggi abbiamo lanciato gadzooX!, un libro a cui ho lavorato quest'anno insieme a mm (che ha realizzato le illustrazioni). Tra poche ore andremo a Brooklyn per la festa di lancio. |
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