La luna e i falò resistono bene agli elementi

poҡ 1279

15/4/2026: Prisca + 8 dei 4 venti hanno avuto i essi primi ospiti delle casa, sono usciti la prima sera + ieri sera hanno ospitato la prima cena festa ufficiale su Via Irnerio. Oggi questi amici di Napoli sono partiti + poche ore dopo si incamminarono verso la stazione ferroviaria per andare a Roma con M + C. Tutti i essi hotel preferiti erano completo, quindi purtroppo alloggiarono vicino al Colosseo (conveniente per Prisca, M + C, dato che avevano degli incontri alla FAO).

17/4 : Mentre erano alla FAO, 8 dei 4 venti hanno vagato per lo più (~30 km al giorno) rivisitando le strade preferite (hanno già percorso ogni strada nel essi progetto RomeRioni). Il 1° giorno a sud fino a Ostiense + Portuense + sono andati a museo Montemartini. Il 2° verso Appia Antica, lungo le mura fino a San Giovanni, ritorno a Trastevere lungo il fiume + incontro Aldo (autore di ParolAtlante + I fratelli Van der Kerkhof) per pranzo a Testaccio + li ha regalato un nuovo libro di sue poesie.

Molte cose sono cambiate, ma allo stesso tempo Roma rimane sempre la stessa. Avrà sempre un posto speciale nei ess•i cuori, alcuni dei anni migliori li hanno trascorsi qui. Anche se è invasa dai turisti più che mai, non è poi così difficile evitarli. Ciò che amano di più (veniendo da Bologna) = l'aria + la luce ... è difficile da descrivere anche in inglese, ma avvolge la storia della civiltà umana attraverso i millenni. In inglese piacciono dire che «it weathers well», che non suona allo stesso modo in italiano — che resiste bene agli elementi, o meglio, che invecchia bene.

Comunque, basta parole. Ecco alcune immagini, senza un ordine particolare, di cose che la maggior parte delle persone non vede a Roma.


[dove dormivano]

8 dei 4 venti leggono La luna e i falò di Cesare Pavese. Idealmente avrebbero dovuto leggere il libro a Santo Stefano Belbo, non a Roma, ma è interessante leggerlo come un fuggitivo americano di ritorno (visto che hanno vissuto in Italia 2 o 3 volte in precedenza) e anche considerando che il periodo (Italia del secondo dopoguerra) è simile a quello attuale, per quanto riguarda il narratore (noto solo come «Anguilla») che affronta il senso di colpa per non essere stato presente, rispecchiando il senso di colpa di Pavese per non aver combattuto nella resistenza a causa di problemi di salute. Egli usa questi 20 anni trascorsi fuori dal paese (lo stesso # in cui Ulisse fu lontano da Itaca) come un modo per valutare cosa fosse cambiato, sia in Belbo che nel narratore.

Di solito non leggono le introduzioni, ma questa del collettivo Wu Ming (che in cinese significa «anonimo», noto anche come Luther Blissett, autore di Q, da cui deriva QAnon, sebbene Wu Ming sia politicamente l'esatto opposto) è stata utile, soprattutto per stabilire parallelismi tra la vita reale di Pavese ed il libro. Ed è stato utile avere qualche informazione di base, perché non era facile leggere — molto descrittiva + poetica + senza una vera trama o storia da seguire.

Ecco alcuni brani del libro che ha avuto risonanza con 8 dei 4 venti (transcriverli li aiuta ad imparare):

E fu allora che Nuto calmo calmo mi disse che superstizione è soltanto quella che fa del male, e se uno adoperasse la luna e i falò per derubare i contandini e tenerli all'oscuro, allora sarebbe lui l'ignorante e bisognerebbe fucilarlo in piazza.

[Pavese lo fa esso spesso spesso, ripetendo le parole due volte invece di dire «molto calmo», cosa che a 8d4v piacciano, perché li ricorda come in bahasa indonesiano per formare il plurale di qualcosa bisogna ripeterlo 2 volte volte.]

L'avevo tanto aspettato, ma quando il buio ricadde e la sabbia tornò a scricchiolare, mi dicevo che nemmeno in un deserto questa gente ti lasciano in pace. Se domani avessi dovuto scapparmene, nascondermi, per non farmi internare, mi sentivo già addosso la mano del poliziotto come l'urto del treno. Era questa l'America.

La cosa interessante è che nella vita reale Cesare Pavese non aveva mai nemmeno viaggiato in America. La sua conoscenza dell'America deriva dalla traduzione di personaggi come Gertrude Stein, Faulkner, Hemingway + Melville (Moby Dick, all'età di 23 anni!). Per quanto riguarda l'ambientazione, sembra che sia stato influenzato da Steinbeck (di cui ha tradotto Uomini e topi), nella California rurale. I suoi riferimenti all'America sono dunque fugaci + oniriche, una realtà alternativa irraggiungibile. E si dice che la sua infatuazione per l'attrice americana Constance Dowling abbia contribuito in ultima analisi al suo suicidio (solo 2 mesi dopo aver ricevuto il premio Strega per La luna e i falò).

Fu Nuto che mi disse che col treno si va dappertutto, e quando la farrata finisce cominciano i porti, e i bastimenti vanno a orario, tutto il mondo è un intrico di strade e di porti, un orario di gente che viaggia, che fa e che disfa, e dapertutto c'è chi è capace e chi è tapino.

C'è anche un filo conduttore di tradimento, non solo da parte del narratore, ma anche di altri personaggi come Santa, che oscilla tra la resistenza e i fascisti, un tema che sembra essere ricorrente nell'Italia del dopoguerra. La stessa ampia, ma a tratti nebulosa, divisione che ora si sta insinuando anche in America di oggi.

Fu così che cominciai a capire che non si parla solamente per parlare, per dire «ho fatto questo» «ho fatto quello» «ho mangiato e bevuto», ma si parla per farsi un'idea, per capire come va questo mondo.